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Mercoledì, 14 Dicembre 2016 20:28

Hermann Hesse- Siddharta

"A volte percepiva, nella profondità dell'anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch'egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva una strana vita, che faceva cose ch'erano un mero gioco, che certamente era lieto e talvolta provava gioia, ma che tuttavia la vita vera e propria gli scorreva accanto senza toccarlo. Come un giocoliere con i suoi arnesi, così egli giocava coi propri affari e con gli uomini che lo circondavano, li osservava, si pigliava spasso di loro: ma col cuore, con la fonte dell'essere suo, egli non era presente a queste cose. E qualche volta rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere e di esistere realmente, e non solo star lì come uno spettatore." Hermann Hesse- Siddharta

 

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Mercoledì, 14 Dicembre 2016 19:45

L'intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva è stata trattata a partire dagli anni novanta da Peter Salovey e John D. Mayer che la definirono in un primo momento come “la capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie e altrui, distinguere tra di esse e utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”. Successivamente tale definizione è stata oggetto di modifiche e gli autori la divisero in quattro livelli di abilità fondamentali: l’abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione; l’abilità di utilizzare le emozioni per facilitare il pensiero; l’abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva; l’abilità di regolare le emozioni e promuovere la crescita emotiva e intellettuale 

Nel 1995 Goleman pubblica il libro “Intelligenza Emotiva “in cui definisce questo tipo di intelligenza come la “capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare”.

Per Goleman l’intelligenza emotiva è l’insieme di cinque abilità:

la consapevolezza emotiva: la capacità di riconoscere le proprie emozioni nel momento in cui esse si presentano

Il controllo emotivo: la capacità di controllare i sentimenti in modo che siano appropriati alla situazione; è fondata sulla autoconsapevolezza e comporta la capacità di controllare i propri stati interiori, gli impulsi, le emozioni per trovare un equilibrio

la motivazione di se stessi: la capacità di padroneggiare le emozioni per raggiugere un obiettivo, ossia la capacità di reagire attivamente alle frustrazioni 

l’empatia: la capacità di riconoscere le emozioni degli altri

la gestione delle relazioni interpersonali: la capacità di entrare interazione con gli altri, di comunicare in modo efficace.

 

Le competenze emotive vengono apprese soprattutto durante i primi anni di vita, ma essendo il nostro cervello plastico esse possono essere potenziate in qualsiasi fase della vita.Maggiori sono la consapevolezza emotiva, l’empatia e la capacità di gestire le emozioni maggiore è la possibilità che questo tipo di l’intelligenza venga potenziata.

Oggi attraverso percorsi psicologi, individuali o di gruppo, è possibile rafforzare l’intelligenza emotiva per prevenire il disagio emotivo, relazionale, familiare, scolastico e lavorativo.

 

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