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Venerdì, 23 Dicembre 2016 19:16

Mi scusi qual è la strada per la felicità?

Se proviamo a chiederci o a domandare agli altri cosa sia la felicità difficilmente otterremo una risposta univoca, più probabilmente riceveremo diverse opinioni che variano a seconda della persona, delle circostanze, poiché è il concetto stesso di felicità ad essere difficile da definire e ogni individuo ha la sua idea di felicità.

Oggi, libri, siti ma anche molti blog dispensano soluzioni spesso molto diverse tra loro, sul come essere felici in breve tempo , come se si trattasse di  una semplice ricetta dove basta dosare gli  ingredienti giusti per dare vita ad un piatto gustosissimo. Certo sarebbe molto più semplice se trovare la felicità fosse facile come cucinare un cibo prelibato e nella società in cui viviamo si cercano sempre più soluzioni immediate a qualsiasi problema ma la realtà è ben diversa. Ciò nonostante ci sono dei presupposti fondamentali per trovare un equilibrio ed essere sereni.

La felicità è qualcosa di personale legato all’individualità e alla soddisfazione dei nostri desideri, a mio parere possiamo essere felici quando abbiamo realizzato ciò che siamo, felicità dunque come realizzazione di sé; e con ciò non intendo fama e denaro, basta guardarsi intorno per vedere tante persone tristi e insoddisfatte sebbene abbiano successo e siano circondati da beni materiali, allo stesso modo, se osserviamo bene, possiamo incontrare persone che, con la realizzazione di sé, riescono ad essere felici a prescindere da ciò che possiedono. 

Dobbiamo imparare che la felicità non dipende dall’esterno, finché saremo convinti di questo continueremo a cercarla là dove non la potremmo trovare, siamo talmente abituati a guardare  lontano che non ci accorgiamo che istanti di essa sono presenti nella vita di tutti i giorni; non dobbiamo pensare che  sia qualcosa di raro che si verifichi solo quando portiamo a termine grossi progetti o raggiungiamo determinati obiettivi, così non facciamo altro che allontanarla, collocarla in un futuro lontano  e ci arrovelliamo pensando a tutto ciò che dovrebbe essere presente nella nostra vita per poterla definire felice. 

Proviamo a concentrarci su ciò che di bello abbiamo e non su ciò che ci manca, se rimaniamo  immersi nel  passato o proiettati nelle preoccupazioni future non riusciremo a godere e vivere appieno il presente, unica dimensione in cui possiamo realmente  trovare la felicità.

Bil Keane diceva:  La vita è come un viaggio da assaporarsi in ogni suo passo lungo il percorso. Ieri è storia, domani è mistero e oggi è un dono: è perciò che lo chiamiamo il Presente

 

 

 

 

 

 

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Mercoledì, 14 Dicembre 2016 20:28

Hermann Hesse- Siddharta

"A volte percepiva, nella profondità dell'anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch'egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva una strana vita, che faceva cose ch'erano un mero gioco, che certamente era lieto e talvolta provava gioia, ma che tuttavia la vita vera e propria gli scorreva accanto senza toccarlo. Come un giocoliere con i suoi arnesi, così egli giocava coi propri affari e con gli uomini che lo circondavano, li osservava, si pigliava spasso di loro: ma col cuore, con la fonte dell'essere suo, egli non era presente a queste cose. E qualche volta rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere e di esistere realmente, e non solo star lì come uno spettatore." Hermann Hesse- Siddharta

 

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Mercoledì, 14 Dicembre 2016 19:45

L'intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva è stata trattata a partire dagli anni novanta da Peter Salovey e John D. Mayer che la definirono in un primo momento come “la capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie e altrui, distinguere tra di esse e utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”. Successivamente tale definizione è stata oggetto di modifiche e gli autori la divisero in quattro livelli di abilità fondamentali: l’abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione; l’abilità di utilizzare le emozioni per facilitare il pensiero; l’abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva; l’abilità di regolare le emozioni e promuovere la crescita emotiva e intellettuale 

Nel 1995 Goleman pubblica il libro “Intelligenza Emotiva “in cui definisce questo tipo di intelligenza come la “capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare”.

Per Goleman l’intelligenza emotiva è l’insieme di cinque abilità:

la consapevolezza emotiva: la capacità di riconoscere le proprie emozioni nel momento in cui esse si presentano

Il controllo emotivo: la capacità di controllare i sentimenti in modo che siano appropriati alla situazione; è fondata sulla autoconsapevolezza e comporta la capacità di controllare i propri stati interiori, gli impulsi, le emozioni per trovare un equilibrio

la motivazione di se stessi: la capacità di padroneggiare le emozioni per raggiugere un obiettivo, ossia la capacità di reagire attivamente alle frustrazioni 

l’empatia: la capacità di riconoscere le emozioni degli altri

la gestione delle relazioni interpersonali: la capacità di entrare interazione con gli altri, di comunicare in modo efficace.

 

Le competenze emotive vengono apprese soprattutto durante i primi anni di vita, ma essendo il nostro cervello plastico esse possono essere potenziate in qualsiasi fase della vita.Maggiori sono la consapevolezza emotiva, l’empatia e la capacità di gestire le emozioni maggiore è la possibilità che questo tipo di l’intelligenza venga potenziata.

Oggi attraverso percorsi psicologi, individuali o di gruppo, è possibile rafforzare l’intelligenza emotiva per prevenire il disagio emotivo, relazionale, familiare, scolastico e lavorativo.

 

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